Cura Italia: sospesi fino al 30 ottobre i pignoramenti immobiliari prima casa

Cura Italia
Share on facebook
Share on whatsapp
Share on twitter

Il 30 aprile 2020 è entrata in vigore la legge n. 27 del 24 aprile 2020 che converte in legge ordinaria il cosiddetto “Decreto Cura Italia”. L’art. 54-ter prevede la sospensione, per la durata di sei mesi, di ogni procedura esecutiva immobiliare relativa all’abitazione principale del debitore.

Per chi ha visto la propria casa pignorata e messa all’asta giudiziaria la legge n. 27 del 24 aprile 2020 rappresenta un’opportunità importantissima per potersi rivolgere a dei professionisti del settore per salvare la propria casa e ottenere una volta per tutte l’azzeramento dei propri debiti proponendo ai propri creditori la procedura di “saldo e stralcio”. Questa procedura, in questo periodo e data questa importantissima opportunità, può davvero rappresentare la soluzione migliore anche laddove i propri creditori l’abbiamo rifiutata in un primo momento: data la sospensione per la durata di sei mesi di ogni procedura esecutiva immobiliare molti creditori, per riscuotere il loro credito, stanno valutando di accettare la proposta di “saldo e stralcio” che in un primo momento avevano rifiutato.

Di seguito, vediamo insieme come funziona.

Legge n. 27 del 24 aprile 2020: un’occasione unica per azzerare i tuoi debiti e salvare la tua casa dall’asta

Quanto spiegato sopra vuol dire che se hai visto la tua casa pignorata e messa all’asta giudiziaria puoi usufruire di questa occasione per rivolgerti ai professionisti del settore e proporre o riproporre ai tuoi creditori la risoluzione mediante procedura di “saldo e stralcio” azzerando per sempre i tuoi debiti ed evitare così di perdere la tua casa.

Come possiamo leggere direttamente in Supplemento ordinario n. 16/L alla GAZZETTA UFFICIALE della Repubblica Italiana pubblicato in data 29 aprile 2020, l’art. 54-ter della legge n. 27 del 24 aprile 2020 di conversione in legge del decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 (cosiddetto “Decreto Cura Italia”) recita testualmente che:

al fine di contenere gli effetti negativi dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, in tutto il territorio nazionale è sospesa, per la durata di sei mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, ogni procedura esecutiva per il pignoramento immobiliare, di cui all’articolo 555 del codice di procedura civile, che abbia ad oggetto l’abitazione principale del debitore”.

Dunque, al fine di contenere gli effetti negativi del COVID-19 sul tessuto economico e sociale italiano, il legislatore nazionale ha previsto la sospensione per sei mesi di tutte le procedure esecutive immobiliari sulla prima casa.

Per prima casa (ovvero per “abitazione principale del debitore”) deve intendersi quella nella quale la persona fisica, che la possiede a titolo di proprietà o altro diritto reale, o i suoi familiari dimorano abitualmente (così recita l’art. 10 comma 3-bis del Testo Unico delle Imposte sui Redditi n. 917 del 1986).

In attesa che la prassi operativa dei giudici e tribunali dia concreta applicazione alla legge n. 27 del 24 aprile 2020, possiamo solo ipotizzare che la sospensione per sei mesi di tutte le procedure esecutive immobiliari sulla prima casa possa operare automaticamente, senza che sia necessaria alcuna istanza al giudice dell’esecuzione da parte del debitore stesso.

Del resto, sembrerebbe opportuno un provvedimento ad hoc che accerti se l’immobile pignorato sia o meno l’abitazione principale del debitore e che in caso affermativo dichiari la sospensione della procedura esecutiva. Questo accertamento potrebbe avvenire tramite perizia del CTU o tramite un verbale di accesso del custode laddove già presenti e depositati nel fascicolo telematico; negli altri casi non è ancora certo come potrebbe il giudice, autonomamente, accertare la destinazione ad abitazione principale dell’immobile pignorato.

Nell’attesa che la prassi operativa di giudici e tribunali si consolidi, la scelta più opportuna per il debitore sembra quella di attivarsi per depositare un’istanza di parte presso il giudice dell’esecuzione dando atto che la destinazione dell’immobile pignorato è quella di abitazione principale e chiedendo quindi di sospendere la procedura esecutiva.

Usufruisci di questa importantissima opportunità: contattaci subito in modo da poterci attivare per depositare in primis l’istanza di sospensione della procedura esecutiva e in seguito valutare insieme, attraverso uno studio approfondito della tua situazione, se ci possano essere le condizioni per attivare la pratica di “stralcio immobiliare” che ti permetterà di azzerare una volta per tutte i tuoi debiti e salvare la tua casa dalla Svendita all’asta giudiziaria.

Non esitare a contattarci, sapremo dare risposta a ogni tua domanda.

Iscriviti alla nostra Newsletter

Condividi questo articolo

Share on facebook
Share on whatsapp
Share on twitter
Share on linkedin
Shopping Basket
small_c_popup.png

NON PERDERE LE PROSSIME NOVITÀ

Lascia un Like alla Pagina Facebook